La parola a chi scrive Musica per il Cinema

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La parola a chi scrive Musica per il Cinema


CeDAC e Creuza de Mà
in collaborazione con la Fondazione di Sardegna 

presentano

La parola a chi scrive Musica per il Cinema

Nicola Piovani dialoga con  Franco Piersanti 
sul comporre musica per il cinema: l’ispirazione e l’artigianato al servizio della settima arte
interviene il regista Gianfranco Cabiddu
coordina Riccardo Giagni
venerdì 16 dicembre alle ore 17.30 – nella Sala Conferenze  della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta a Cagliari
L’incontro tra due compositori che dagli anni ‘70 ad oggi hanno contribuito a disegnare la musica per cinema. Nicola Piovani, vincitore dell’Oscar per “La vita è bella” di Roberto Benigni e autore delle musiche per i film di Federico Fellini, Paolo e Vittorio Taviani, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Giuseppe Bertolucci e tanti altri autori, e Franco Piersanti, autore delle musiche per i film di Nanni Moretti, Gianni Amelio, Bernardo Bertolucci, Ermanno Olmi, Daniele Luchetti, Marco Tullio Giordana. Due caratteri diversi, che spesso si sono avvicendati con gli stessi registi, lasciando il segno.
L’evento – che apre il ciclo di appuntamenti “Oltre la Scena” de La Grande Prosa del CeDAC, fa parte del  X Festival Creuza de Mà/ Musica per Cinema e si inserisce nel programma dei Pomeriggi della Fondazione promossi dalla Fondazione di Sardegna.
INGRESSO LIBERO * fino a esaurimento posti
I PROTAGONISTI

Nicola Piovani è pianista, direttore d’orchestra, compositore di musica per il cinema e il teatro, di canzoni, di musica da camera e sinfonica. Il suo Maestro è il greco Manos Hadjidakis. Collabora con Bellocchio, Monicelli, i Taviani, Moretti, Loy, Tornatore, Benigni e Federico Fellini. Fra i registi stranieri ricordiamo Ben Von Verbong, Pál Gábor, Dusan Makavejev, Bigas Luna, Jos Stelling, John Irvin, Sergej Bodrov, Éric-Emmanuel Schmitt, Philippe Lioret, Luis Sepulveda, Danièle Thompson, Xavier Durringer. Con la colonna sonora de “La vita è bella” di Roberto Benigni vince il premio Oscar. Riceve David di Donatello, 4 premi Colonna Sonora, 3 Nastri d’argento, 2 Ciak d’oro, il Globo d’Oro della stampa estera e il Premio Elsa Morante. In Francia ottiene per 2 volte la nomination al César, il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria al festival Musique et Cinéma d’Auxerre. Compone con Fabrizio De André gli album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” e “Storia di un impiegato”. Nel 1995 scrive 3 canzoni per Benigni, tra cui “Quanto t’ho amato”. Per il teatro scrive musiche di scena per gli allestimenti di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro e Vittorio Gassman. Nel 2013 esce il suo primo disco “Cantabile”, con De Gregori, Servillo, Giorgia, Grigolo, Ferreri, Mannoia, Proietti, Benigni, Jovanotti, Noa, Morandi, Benigni e con la partecipazione dei Solisti della Scala di Milano. Nicola Piovani nel 2008 è stato nominato Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres dal Ministro francese della Cultura.

Franco Piersanti la solennità dell’ouverture di “Habemus Papam”, il tango de ”Il commissario Montalbano”, la ninna nanna mediterranea de ”Il ladro di bambini” sono solo alcune delle musiche con cui Franco Piersanti ha contribuito a creare negli ultimi trent’anni l’immaginario del cinema italiano, diventandone uno dei protagonisti più importanti. Diplomato in contrabbasso al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha studiato composizione e direzione d’orchestra per esordire poi nel cinema con Nanni Moretti. Piersanti ha lavorato coi maggiori registi italiani, da Olmi ad Amelio a Bertolucci fino a Luchetti, Calopresti e Cabiddu, vincendo tre David di Donatello. Il suo è uno stile unico, dalla scrittura complessa e discreta, radicato nel Novecento ma senza rinunciare alla melodia. Le sue colonne sonore non si impongono all’ascolto, ma immergono lo spettatore nel mondo dei personaggi, nelle loro emozioni nascoste.

Gianfranco Cabiddu regista e sceneggiatore italiano i cui pochi ma significativi titoli splendono come una stella fissa nella filmografia sarda. Cantore di un’isola dalle varianti sociali discutibili, dovute a un eccesso di moralismo da una parte e un concetto di propria giustizia, questo cineasta gioca con gli specchi cinematografici con il desiderio di creare nello spettatore un continuo faccia a faccia fra lui e i personaggi protagonisti dei suoi film. Nel 1988 dirige Disamistade con Massimo Dapporto e Maria Carta sulla tradizione e la cultura sarda e nel 1997 firma Il figlio di Bakunin dall’omonimo romanzo di Sergio Atzeni – dopo la parentesi documentaristica con Passaggi di tempo con le immagini della Sardegna negli Anni Trenta e Cinquanta e poi Faber in Sardegna (2015), dedicato a Fabrizio de André, torna alla finzione nel 2016 con La stoffa dei sogni, ispirato alla Tempesta di Shakespeare nella versione di Eduardo De Filippo.

Riccardo Giagni compositore e musicologo, ha lavorato a lungo nel settore della discografia in qualità di autore, arrangiatore e produttore (per Matia Bazar, Miguel Bosé, Cristiano De André, Grazia Di Michele e altri). Ha composto e collaborato alle colonne sonore di importanti lavori cinematografici diretti da registi come Marco Bellocchio, Mimmo Calopresti, Sabina Guzzanti e altri. Insegna all’Istituto Europeo di Design di Roma (master di Sound Design) e tiene seminari presso l’Università di Paris VIII (Saint-Denis). Tra i suoi ultimi impegni nel cinema figurano le musiche originali per i documentari di Maurizio Cartolano “148 Stefano. Mostri dell’inerzia”, Nastro d’Argento 2012, di Alessandro Piva “Pasta Nera”, candidato ai David di Donatello 2012 e di Ferdinando Vicentini Orgnani “Un minuto de silencio”, São Paulo International Film Festival, 2014.

per saperne di più:
www.cedacsardegna.it