Creuza de Mä torna a Cagliari: “Sonos ‘e Memoria” e “Passaggi di tempo”

Il cine-concerto ideato da Gianfranco Cabiddu, si basa su un film muto dello stesso regista, costruito con immagini d’archivio dell’Istituto Luce sulla Sardegna dagli anni ’20 agli anni ’50 con sequenze di Cagliari, tra cui rarissime immagini di S.Efisio, musicato dal vivo dal “meglio” della musica sarda: direzione musicale di Paolo Fresu con Elena Ledda, Mauro Palmas, Luigi Lai, Antonello Salis, Coro di Santulussurgiu.
Un ritorno attesissimo dal pubblico cagliaritano, a 18 anni dal successo incredibile al Teatro Lirico e il tutto esaurito 20 anni fa all’Anfi teatro cagliaritano: Sonos ‘e Memoria, debutta al 52°Festival del cinema di Venezia, e in 25 anni di vita ha girato i teatri di tutto il mondo con enorme successo.

 

Il film Passaggi di tempo fa da corollario al cine-concerto Sonos ‘e Memoria, segue il viaggio avventuroso di un gruppo di amici, regista e musicisti, stimolato dal ritrovamento di materiali inediti d’archivio che raccontano di una terra meravigliosa e oggi scomparsa, la Sardegna di ieri. Musica per gli occhi: attorno a queste vecchie immagini nasce pian piano il progetto del concerto-spettacolo Sonos ‘e Memoria che da 25 anni anni viene replicato in Italia e in tutto il mondo. E nel film si raccontano la genesi e l’anima segreta di Sonos ‘e memoria, i tour e le formidabili jam session in cui i musicisti sardi si incontrano con artisti internazionali, con un linguaggio fi lmico emozionante e coinvolgente.

Ambrogio Sparagna in concerto a Creuza de Mä [SOLD-OUT]

Ambrogio Sparagna, virtuoso dell’organetto e compositore, una delle figure di spicco della musica popolare italiana, autore di molte colonne sonore cinematografiche, sarà il protagonista, nella serata di sabato 28 agosto, di uno dei momenti più poetici e attesi del nostro Festival: il concerto – sonorizzazione del tramonto, esclusiva esperienza targata #creuzademà, di Cinema Naturale a Capo Sandalo, in località “Le Ciasette”.
Un evento speciale ed esclusivo che, sia per rispettare la fragilità del luogo che lo ospita, sia in osservanza delle norme anti-contagio, sarà a numero chiuso fino a esaurimento posti.
I biglietti sono disponibili in prevendita online nel circuito Box Office presso l’agenzia di viaggi Tabarka di Carloforte, al prezzo di 5 euro: l’incasso del concerto sarà devoluto alla Lipu, l’associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, la promozione della cultura ecologica in Italia, come contributo per la salvaguardia della fauna che popola l’oasi Carloforte.
👉 Link per l’acquisto attraverso il portale BoxOffice Sardegna:
👉 Vi ricordiamo che dal 6 agosto per accedere agli eventi, come il Cinema Naturale alle Ciasette, è necessario esibire il GREEN PASS o l’esito di un tampone effettuato entro le precedenti 48 ore.
💚 Tutte le info sulla pagina nel sito del governo
Vi aspettiamo!!

Nada Malanima a Creuza de Mä 2021

Era il 1969 quando usciva “Ma che freddo fa”, straordinario successo di Nada Malanima.
52 anni dopo #Nada rimane un’Artista eccezionale, perfettamente a suo agio in ogni tempo, multidisciplinare, che si divide tra #musica, #cinema, #teatro, #letteratura.
Nada sarà con noi a Carloforte, sabato 28, nello spazio suggestivo dei Giardini di Note, a partire dalle 22, per un concerto intimo ed intensissimo, in perfetto stile #creuzadema.
Il concerto sarà a prenotazione obbligatoria, e l’accesso, secondo le normative vigenti, sarà consentito unicamente ai possessori di #greenpass.
Un concerto intimo, con posti limitati, per preservare la magia dell’esibizione di questa grandissima Artista: per partecipare, gratuitamente, basta mandare una mail (indicare in oggetto NADA) all’indirizzo segreteria.musicapercinema@gmail.com per garantirsi il proprio posto.
In risposta vi manderemo una mail con tutte le istruzioni per partecipare in totale sicurezza a questo imperdibile evento.
Appuntamento sabato 28, a Carloforte, con NADA.
Tutto il programma completo su: www.musicapercinema.it
crediti foto Nada: Claudia Pajewski

[Bando di iscrizione] Corso di Suono per il Cinema 2021

Corso di Suono per il Cinema

BANDO DI ISCRIZIONE

e regolamento

Dal 28 giugno al 02 luglio 2021 a Cagliari presso la sede Progetto Campus a Cagliari prenderà il via il Corso di introduzione al suono nel cinema nell’ambito di

Progetto Campus Musica e Suono per cinema e audiovisivi

a cura di Stefano Campus e Sandro Ivessich

( Docenti di Riferimento del Corso di Suono presso il CSC – Scuola Nazionale di Cinema di Roma )

 

DESCRIZIONE DEL CORSO

Un laboratorio didattico, teorico e pratico, di introduzione al suono cinematografico, con lezioni teoriche e una parte pratica per ogni argomento trattato, con esercizi sul campo con uso di attrezzatura di registrazione audio in presa diretta, visione e analisi di estratti da film come supporto didattico per spiegare le potenzialità narrative del suono applicato all’immagine.

Sarà articolato come segue:

– Introduzione teorica generale sul suono e sulla registrazione

– Il rapporto tra immagine e suono:

Campi sonori: primo piano, campo lungo

Suono diretto e suono ambientale

Suono fuori campo

Suoni puntuali ed uso narrativo del silenzio

Shock auditivo e suoni impulsive

Suono continuo e impulsivo

Musica

– Registrare il suono in presa diretta:

Preparazione e sopralluoghi

Lavorare con la Troupe

Riprese in interni/esterni

Trattamento acustico degli ambienti

Videocamere, Registratori, Mixer, Microfoni

Preamplificatori, equalizzatori, compressori e limitatori

Radiomicrofoni

Riprese in movimento (in macchina, treno, aereo, ecc.)

Riprese musicali live e playback

Ambienti ed effetti sonori

– Dalla Presa diretta alla Post Produzione

Riprese multicanale

Avid, Final Cut, Premiere: preparazione del materiale audio

Esportazione e trasferimento del suono su ProTools

– Introduzione al montaggio del suono

Editing digitale

Montaggio dialoghi di presa diretta

Ambienti

Effetti di sala/effetti speciali

Montaggio musiche

– Cenni di sound design

– Formati e supporti

Mono, Stereo, Dolby

Cinema, Tv, musica e multimedia: diversi tipi di ascolto

Finalizzazione e compatibilità

Il corso che accoglie fino a un massimo di 8 allievi e avrà durata di una settimana dal 28

giugno al 02 luglio 2021 , per un totale di 30 ore di lezione circa.

I lavori di registrazione sul campo svolti saranno inclusi in un portfolio di cui i partecipanti

potranno avvalersi come strumento di presentazione delle proprie competenze in ambito

professionale.

Diverse facoltà universitarie e conservatori di musica hanno riconosciuto ai nostri corsi il valore di credito formativo , ma poiché questo varia da facoltà a facoltà chi è interessato può informarsi presso i docenti della propria Università.

Il Corso di suono per il cinema fa parte dei moduli formativi del progetto Progetto Campus Musica e Suono per cinema e audiovisivi.

Il Progetto Campus Musica e suono per cinema e audiovisivi nasce per fornire una formazione interdisciplinare nella filiera di Suono e Musica per Cinema favorendo l’incontro esperienziale tra gli allievi al fine di raggiungere una sempre maggiore integrazione delle rispettive discipline, un continuo aggiornamento e un incremento delle occasioni di scambio e incontro.

Progetto Campus Musica e Suono per il cinema e audiovisivi è un progetto in paternariato del Festival Creuza de Mà-Musica per cinema e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Scuola Nazionale di Cinema, con il supporto della Fondazione Sardegna Film Commission .

Sede sede di Progetto Campus – Corso Vittorio Emanuele II n°68 a Cagliari

Durata Il corso è strutturato in un ciclo di lezioni della durata di 5 giorni, per un totale di 30 ore complessive circa.

 

Modalità di iscrizione

Inviare una mail di richiesta a corsi.campus.musica@gmail.com entro e non oltre il 10 giugno 2021

con Documento d’identità e Curriculum

Numero corsisti 8

Destinatari studenti del conservatorio, fonici, giovani compositori, musicisti e uditori

Data Dal 28 giugno al 02 luglio 2021

Luogo aula didattica allestita nella sede di Progetto Campus nel Corso Vittorio Emanuele II n°68 a Cagliari

Costo La frequenza è gratuita ed include anche i pranzi per le giornate di docenza.

L’ammissione sarà sottoposta all’insindacabile giudizio del docente.

Per saperne di più chiedere informazioni all’indirizzo mail: corsi.campus.musica@gmail.com

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Campus Musica e Suono per il cinema è un progetto in paternariato del Festival Creuza de Mà – Musica per Cinema e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema col sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission

CSC Lab – Musica per Film 2021

A giugno prenderà il via la X edizione del CSC Lab Musica per film.

Alla presente edizione parteciperanno tra gli altri i compositori, Pivio (in coppia con Aldo De Scalzi 2 David di Donatello), Pasquale Catalano (un Nastro d’Argento e molteplici candidature ai David di Donatello), Carlo Crivelli (un Prix France Musique e un Premio Goffredo Petrassi), Vito Lo Re (La Ragazza nella nebbia, L’Uomo del labirinto), Francesco Cerasi (Se sei così ti dico sì, Fiore Gemello, Bentornato Presidente), il regista Gianfranco Cabiddu (un David di Donatello e un Globo d’oro) e il fonico Federico Savina (più di 300 film collaborando con Fellini, Antonioni, Visconti, Morricone, Rota, Goldsmith e L.Bernstein).

Durante il corso i partecipanti approfondiranno il rapporto tra Musica e Immagine con figure professionali come montatori, editori musicali, ingegneri del suono ed esperti di diritto d’autore.

Il corso si svolgerà in tre settimane di didattica frontale: dal 28 giugno al 2 luglio; dal 12 al 16 luglio; dal 26 al 30 luglio. Alla didattica frontale si aggiungerà un periodo di lavoro a distanza assistito dai docenti in preparazione del saggio finale.

Il corso di questa edizione si arricchisce di un modulo extra facoltativo che prevede la registrazione del proprio saggio finale con un quartetto d’archi. L’incisione si svolgerà nella struttura della Sud Ovest Records, importante studio di registrazione della Capitale, al costo complessivo di 350€. Il costo copre lo studio di registrazione, gli strumentisti e l’attività di tutoraggio a distanza ad opera dei docenti. Il modulo sarà attivato con un minimo di 4 iscritti.

I compositori partecipanti al Lab Musica saranno messi in contatto con gli allievi registi e montatori del Centro Sperimentale delle varie sedi che sottoporranno loro alcuni cortometraggi già ultimati o in fase di realizzazione. A insindacabile giudizio degli stessi allievi di regia, alcuni dei musicisti saranno chiamati a provvedere alla musica d’accompagnamento per tali cortometraggi. I lavori svolti saranno proiettati durante la cerimonia di chiusura e compatibilmente con la distribuzione dell’opera potranno essere inclusi in un portfolio che sarà consegnato all’allievo al termine del corso.

I saggi finali saranno finalizzati nelle sale mix del Centro Sperimentale di Cinematografia e i relativi mix saranno supervisionati da Federico Savina.

Alla cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, che si svolgerà in una data da definire nel mese di settembre, saranno effettuati ascolti analitici e discussioni sui lavori presentati. La valutazione dei docenti varrà come ultimo step prima della conclusione della parte didattica del corso.

Al conseguimento dell’attestato del CSC Lab Musica per film agli studenti sarà data la possibilità di essere inseriti in un database che verrà poi distribuito agli studenti di Regia, Montaggio e Produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia, così da incoraggiare e agevolare nuove collaborazioni anche a Lab concluso. I compositori saranno poi coinvolti in successive call ogni qualvolta gli studenti di Regia e Montaggio cercheranno un musicista per le loro produzioni interne alla SNC.

Il CSC Lab Musica per Film è a cura di Angelo M. Farro e Andrea Grant, ai quali è anche affidata parte della didattica frontale.

Tra gli argomenti affrontati: estetica della musica per il cinema, film scoring e spotting session, i software musicali, l’orchestrazione reale e virtuale, l’editing musicale e la dialettica col montatore, editoria per il cinema, il giornalismo, il mix musicale e cinematografico, integrazione tra suoni musicali e non, musica elettronica e nuovi linguaggi, scrivere per il documentario, relazione e comunicazione con il regista, promozione e rapporti con i social e il web (a cura di Kristian Sensini).

Anche quest’anno il CSC Lab Musica per film prevede un’ulteriore offerta formativa, ponendosi come primo step di un percorso in tre fasi denominato: “Cine Campus Musica e suono per cinema e audiovisivi”.

Al termine del corso a Roma, limitatamente ai musicisti selezionati per i cortometraggi realizzati dagli allievi di regia, verrà offerto il coinvolgimento nel progetto Cine Campus, che si svolgerà a fine agosto, in Sardegna, nelle sedi di Carloforte e Cagliari, in concomitanza col Festival Creuza de Mà – Musica per cinema.

In questa trasferta gli allievi dei corsi di regia, montaggio e suono del CSC, assieme ai musicisti da loro prescelti svilupperanno ulteriori moduli formativi: dall’idea musicale al film finito.

Si tratta quindi di un percorso “completo” pensato per fornire un’esperienza compiuta e interdisciplinare nella filiera di suono e musica per cinema.

Gli allievi vivranno un’esperienza didattica comune in full immersion, partecipando agli incontri e alle masterclass tenuti da registi e musicisti ospiti del Festival Creuza de Mà – Musica per cinema, compiendo un percorso di apprendimento d’eccellenza.

Per i musicisti selezionati, il lavoro di sonorizzazione dei cortometraggi degli allievi CSC prevederà:

  • a Carloforte, la fase ideativa e preparatoria che vede coinvolti compositori, registi, montatori;
  • a Cagliari la fase realizzativa (registrazione musiche in studio, con possibilità di avere musicisti solisti turnisti, e missaggio delle musiche).

    La partecipazione e l’ospitalità al progetto Cine Campus e il soggiorno saranno totalmente gratuiti.

    Il Progetto “Cine Campus Musica e Suono per il cinema” è promosso in partenariato dalla Scuola Nazionale di Cinema della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e dal Festival Creuza de Mà – Musica per cinema, con il supporto della Fondazione Sardegna Film Commission.

    Sede: Centro Sperimentale di Cinematografia, via Tuscolana 1520 – Roma.

    Durata: Il corso è strutturato in un ciclo di lezioni che si terranno, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00. Con esclusione di martedì 29 giugno, giorno festivo nella Capitale.

    Iscrizione: Indirizza un’e-mail di richiesta a csclab@fondazionecsc.it allegando curriculum e 2 brani su video ove non possibile in formato MP3 (Max 10 Mb complessivi), senza limiti di durata entro e non oltre il 22 giugno 2021. Il conseguimento di titoli accademici non è pregiudiziale all’iscrizione al corso.

    Costo: La frequenza al CSC Lab Musica per Film avrà un costo di € 1.000.

    Alloggio: presso la residenza del Centro Sperimentale saranno disponibili per i partecipanti camere singole con bagno, a € 25 a notte a persona, su prenotazione a residenza@fondazionecsc.it fino a esaurimento.

    Diverse facoltà universitarie hanno riconosciuto ai nostri corsi il valore di credito formativo, ma poiché questo varia da facoltà a facoltà chi è interessato può informarsi presso i docenti della propria Università.

    Info: www.fondazionecsc.it

 

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Campus Musica e Suono per il cinema è un progetto in paternariato del Festival Creuza de Mà – Musica per Cinema e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema col sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission

Conferenza Stampa presentazione Creuza de Mà 2020

Convocazione conferenza stampa
Creuza de Mà – Musica per cinema edizione numero quattordici:
martedì 4 agosto (ore 11) la presentazione in video conferenza
del festival diretto da Gianfranco Cabiddu
in programma a Carloforte (Sud Sardegna) dal 26 al 30 agosto.
*

Martedì 4 agosto sarà presentata alla stampa la quattordicesima edizione di Creuza de Mà – Musica per cinema, il festival ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu e organizzato dall’associazione culturale Backstage: una manifestazione unica nel suo genere in Sardegna, e tra le pochissime nel panorama dei festival nazionali e internazionali a ruotare interamente intorno al rapporto tra musica, suono e immagini in movimento, che rinnovando uno schema ben collaudato, si terrà in due diversi momenti: dal 26 al 30 agosto a Carloforte, il paese sull’isola di San Pietro, davanti alla costa sud-occidentale sarda, e poi a Cagliari a settembre e ottobre.

Anche quest’anno, nonostante il difficile momento storico, il festival indagherà attraverso proiezioni di film e documentari, masterclass, concerti, incontri con musicisti, registi, attori. Tra gli ospiti della prima tranche, Neri Marcorè, Vincenzo Marra, Pasquale Catalano, Giorgio Diritti e Claudio Giovannesi.

La conferenza stampa, con inizio alle 11, si terrà in modalità video su piattaforma Zoom e verrà trasmessa in diretta streaming con collegamento ai canali social del festival (Facebook, Instagram e Twitter). Insieme al direttore artistico Gianfranco Cabiddu, interverrà una rappresentanza delle istituzioni e dei soggetti pubblici e privati che sostengono il festival.

I giornalisti interessati potranno partecipare alla videoconferenza cliccando sul link:

https://bit.ly/3jXNAqM
ID riunione: 983 7319 3561
Passcode: 397125

2020: Noi non ci fermiamo!

Questa edizione sarà speciale e noi siamo molto felici di annunciarla , all’originalità  e completezza di un progetto cinematografico e musicale  tra i più attesi dell’anno,  si aggiunge il rispetto delle regolamentazioni in continuo assestamento per contrastare il Covid19.
MA NOI NON CI FERMIAMO
Appuntamento a Carloforte, dal 26 al 30 agosto 2020!

Trasporto marittimo locale a tariffe super scontate

Il Comune di Carloforte, in occasione del Festival Creuza de Mà – Musica per Cinema,

offre delle tariffe super scontate nell’ambito del trasporto marittimo locale nei giorni

14-15-16 settembre 2018.

Tali tariffe prevederanno l’importo per singolo passeggero nella formula Andata e Ritorno di:

€ 3,90 sulla tratta Carloforte – Portovesme

€ 3,50 sulla tratta Carloforte – Calasetta.

Da tali importi è escluso il Contributo di Sbarco che equivale al costo di € 1,50 .

Comunicato Stampa Comune Carloforte

Il diario della prima MasterClass “Sergio Miceli” a Cagliari

7/12 novembre 2016  

di Gianmarco Diana

Si è svolta, dal 7 all’12 novembre presso il Conservatorio Pierluigi Da Palestrina di Cagliari, la prima MasterClass di “Tecnica di composizione musicale per il cinema”, tenuta dal compositore romano  Franco Piersanti, intitolata al grande Sergio Miceli ed organizzata dalla direzione del Festival “Creuza de Mà – Musica per film”, come primo appuntamento didattico nell’ambito delle attività del proprio decennale.

Ho avuto l’opportunità di partecipare al corso come uditore e questa che vi accingete a leggere è una piccola cronistoria dei sette giorni appassionanti passati insieme al Maestro Piersanti e ai corsisti – compositori e uditori, provenienti da tutta Italia – all’interno dell’aula messa a disposizione per l’occasione dal conservatorio, dotata di maxi schermo, uno straordinario pianoforte Bösendorfer Imperial (97 tasti ed otto ottave piene!) ed un’acustica invidiabile.

Le finalità del corso, espresse chiaramente già nel comunicato stampa, erano quelle di conoscere ed affinare le tecniche della drammaturgia musicale applicata al cinema, attraverso esempi audio e video che ripercorrono la storia della musica nel cinema; a questo si aggiunge l’opportunità di studiare – assieme ad un compositore d’esperienza – su partiture di maestri e autori classici.

La parte teorica e storica sfocia poi in una pratica, fatta di esperienze di scrittura su piccole scene da realizzare musicalmente, affrontando tutta la parte inerente l’organizzazione del lavoro di registrazione ed editing musicale.

Si tratta, come confermato in apertura del primo incontro dallo stesso Piersanti, di uno schema strutturale che aveva costruito insieme a Sergio Miceli, nel quale quest’ultimo si occupava di tutta la parte di storia della musica applicata con i relativi, approfonditi raffronti audio-visivi, mentre il Maestro si occupava dell’esame delle partiture e degli esercizi di composizione.

E non sono mancate splendide parole ed un commosso ricordo dell’amico Miceli (scomparso proprio quest’anno), dato che si trattava della prima volta in cui Piersanti conduceva questi incontri-seminario da solo, da quando – verso la fine degli anni Novanta – aveva prima affiancato, poi sostituito, l’amico e collega Ennio Morricone nella conduzione abbinata di questo corso.

Così, nel raccontarci – da subito – in che modo questo corso fosse figlio dell’esperienza di Sergio Miceli come codocente con Morricone nei Corsi estivi di perfezionamento dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena (“Musica per film 1991-1996”) ed impostato sulla sua fondamentale pubblicazione “Musica per film. Storia. Estetica. Analisi. Tipologie” (Le sfere, 2009), il Maestro romano codifica le coordinate del percorso che affronteremo.

“Io mi definisco un compositore che ha trovato un’opportunità nel cinema”: con queste parole Piersanti introduce il discorso relativo a come sia cambiata la figura del compositore per il cinema negli ultimi trent’anni; partendo dalla sua personale esperienza, il Maestro ci spiega che questa affermazione si riferisce a quel particolare linguaggio che parlano i registi cinematografici, fatto più di suggestioni verbali che di musica vera e propria: l’obbiettivo dovrebbe essere quello di ricercare un’aderenza tra la visione astratta/non musicale del regista e quella pratica/musicale del compositore, ciò che si è realizzato nei migliori esempi di collaborazione tra professionisti di calibro come Alfred Hitchcock e Bernard Herrmann, Federico Fellini e Nino Rota, Sergio Leone ed Ennio Morricone, Roman Polanski e Krzsystof Komeda o Philippe Sarde, per non citare che i più noti.

Il tono è rilassato, colloquiale, le cose da dire tante, come se il Maestro stesse ancora prendendo le misure: ci chiede qualcosa di noi, cosa ci piace, se conosciamo determinati registi e compositori e si stupisce, favorevolmente, per la buona preparazione della classe.

Si parla di “temporary tracks” (quei brani di repertorio aggiunti sulle immagini dal regista o il montatore durante il mixaggio/pre-montaggio, per indirizzare il commento musicale – ndr) e di come il loro uso ormai diffuso stia diventando limitante per il compositore: considerato che la giustapposizione della musica alle immagini produce sempre e comunque un effetto, la pratica delle “temp tracks” finisce spesso col fissare il “mood” generale della colonna sonora – anche in modo inconscio nella mente del regista – con gli ovvi problemi di libertà compositiva ed interpretativa del musicista.

Cominciamo poi con i primi ascolti di compositori per il cinema, in alcuni casi uniti alle sequenze che sonorizzano, in altri no: Komeda per i titoli di “Rosemary’s baby” (1968) di Polanski, Nicola Piovani per “La notte di San Lorenzo” (1982) dei Fratelli Taviani, Philippe Sarde per “L’inquilino del terzo piano” (1976), sempre di Polanski, Ennio Morricone per “La battaglia di Algeri” (1966) di Gillo Pontecorvo.

“Nella scrittura tematica, in quella per il cinema in generale, è fondamentale creare l’incanto, il trasporto” afferma Piersanti al termine degli ascolti in questione, poco prima di affidare ai compositori iscritti al corso il loro primo esercizio: la composizione di una ninna nanna “storta e malata”, fissando l’organico a 4 strumenti più una voce, su un testo del poeta inglese John Donne.

Dopo una veloce pausa pranzo siamo di nuovo in aula per un’altra serie di ascolti: per parlare di drammaturgia musicale analizziamo il lavoro di Bernard Herrmann, un compositore fondamentale per la musica applicata e per lo stesso Piersanti, che confessa di amarlo tantissimo; analizziamo diversi estratti audio-visivi dalla sua produzione, dalla mitica scena della doccia in “Psyco” (1960) ai titoli di testa o altre scene tratte da film come “Twisted nerve” (1968) di Roy Boulting, “Taxi driver” (1976) di Martin Scorsese, ”Sisters” (1973) e “Obsession” (1976) di Brian De Palma.

La carriera di Herrmann è esemplificativa di alcune regole importanti nella scrittura per il grande schermo: il compositore, anche dopo aver parlato col regista e lo sceneggiatore,  dopo aver visto il film o alcune sue parti alla moviola, dopo aver letto la sceneggiatura o visitato il set durante le riprese, deve comunque riuscire a rimanere “distaccato”, a mantenere la mente aperta, ad usare l’immaginazione, a mantenere un pensiero musicale autonomo, fluido e libero.

Piersanti ci racconta di come la famosa sequenza musicata della doccia – che originariamente non doveva avere commento sonoro – sia molto più complessa di quello che appaia (e di come sia concettualmente legata alla chiaccherata sulla tassidermia che Norman Bates e Marion Crane fanno nel salottino del motel, qualche minuto prima): quei violini acuti e taglienti non solo sottolineano l’affondo delle coltellate, ma in qualche modo rappresentano la voce stessa degli animali impagliati (cfr. “A Heart at Fire’s Center: The Life and Music of Bernard Herrmann” By Steven C. Smith, Maggio, 2002); l’invito è, dunque, quello ad evitare il didascalismo, la retorica musicale, a mantenere sempre una proporzione tra musica e immagini, per non incorrere in indesiderati effetti stranianti o grotteschi, perchè “anche il <<non dire>> è importante nella musica, soprattutto in quella per il cinema”.

I giorni successivi filano via in maniera più spedita, come se il ghiaccio fosse stato rotto, ed anche lo scambio tra docente e corsisti si fa più serrato.

Piersanti insiste sulla caratteristica di “autonomia” che la musica per il cinema deve mantenere rispetto alle immagini.

Parliamo dunque di “autonomia” della musica riferendoci alla necessità (già espressa chiaramente da alcuni compositori, su tutti Ennio Morricone) che la musica si “regga in piedi da sola”, anche senza l’accoppiamento con le immagini per le quali – paradossalmente – è stata creata.

L’argomento è interessante e provoca immediatamente una serie di botta e risposta tra corsisti; per dimostrare l’assunto il Maestro procede con una nuova serie di ascolti e visioni cinematografiche: guardiamo ed ascoltiamo i titoli di testa del film inglese “Tom Jones” (1963) diretto da Tony Richardson, ma la musica originale, composta da John Addison, la ascoltiamo solo per ultima, dopo aver sperimentato come “funzionassero” quelle stesse immagini accoppiate alla musica di compositori come Bach o Stravinsky, ad esempio.

L’esperimento è interessante e l’insegnamento che se ne trae viene racchiuso nel consiglio di tenere “aperta” (modificabile) il più possibile la partitura fino alle operazioni di missaggio e montaggio, scrivendo orchestrazioni ricche, che contemplino la possibilità di essere rimaneggiate all’occorrenza. Si parla, dunque, dell’importanza della fase di missaggio, dell’orchestrazione, di come l’insegnamento deii grandi autori classici sia penetrato profondamente anche nella scrittura della musica per le immagini, del concetto di “cluster” (un gruppo di note adiacenti – solitamente da tre a cinque – suonate simultaneamente, ndr), e si prosegue con ascolti e raffronti diversificati: da “Catch me if you can” (2002) di Steven Spielberg con un geniale lavoro di sincronizzazione sui titoli di testa da parte di John Williams, al classico “The man with the golden arm” (1955) di Otto Preminger, con quella che si può definire una delle prime colonne sonore di “crime jazz” ad opera di Elmer Bernstein; dalla straordinaria partitura di Bernard Herrmann per “North by NorthWest” (1959) di Alfred Hitchcock agli epici titoli di testa di Alex North per lo “Spartacus” (1960) di Stanley Kubrick, musica fortemente ispirata dai compositori russi del ‘900, Prokofiev (la colonna sonora di “Alexander Nevsky” di Sergei Eisenstein, 1938) e Shostakovich (in particolare la “Sinfonia n.7 – Op.60 – Leningrado”, 1941) su tutti.

La giornata si chiude con l’ascolto delle composizioni realizzate dai corsisti (la nenia sulla poesia di John Donne, ed una propria sonorizzazione di un frammento del documentario francese “Microcosmos”, diretto nel 1996 da Claude Nuridsany and Marie Pérennou, musicato da Bruno Coulais); così, tra riferimenti a Mahler e Brahms, Schoenberg e Britten, musica concreta e atonale, chiudiamo la giornata con alcuni ascolti con lettura di partitura, provenienti dall’esperienza dello stesso Piersanti [diversi brani dalla colonna sonora di “Anni felici” (2013) di Daniele Luchetti].

Il giorno successivo si apre su un doppio ragionamento, il primo legato in generale alla rapidità dei tempi lavorativi nel mondo del cinema (e della musica per il cinema, in particolare), il secondo basato su una comparazione tra il lavoro del compositore per il cinema e quello per la televisione.

Dopo aver opportunamente differenziato le produzioni televisive in base al paese di provenienza e al budget, sottolineando i differenti approcci per quanto riguarda le cifre a disposizione della colonna sonora in un caso e nell’altro e la quantità (decisamente più abbondante) di musica richiesta al musicista nel caso delle serie tv, Piersanti passa in rassegna alcuni lavori italiani per la tv, sia a firma propria (gli ottimi lavori composti ad esempio per “Il Commissario Montalbano”, con diversi film tv RAI, dal 1999 fino ad oggi), che di altri colleghi coinvolti in diverse produzioni RAI o Mediaset.

Viene sollevato poi l’argomento relativo all’utilizzo di musiche di repertorio (classica, jazz, pop, rock, etc) all’interno delle produzioni cinematografiche e televisive: anche sull’argomento i punti di vista variano, ed è importante – secondo Piersanti – ricercare una sorta di coerenza narrativa e musicale, soprattutto quando le musiche originali del compositore hanno una loro poetica interna forte, che non può essere adombrata da una scelta erronea delle musiche di repertorio.

Piersanti cita alcuni esempi personali sull’argomento, tratti dalla lavorazione del film “Mio fratello è figlio unico” (2007), diretto sempre da Daniele Luchetti, nel quale (come da titolo di una nota canzone del cantatutore Rino Gaetano) la musica originale del compositore convive, e bene, con alcune canzoni celebri dell’epoca in cui il film è ambientato (i tardi anni Sessanta), da Nada a Little Tony, fino a Betty Curtis. Si tratta di un espediente molto utilizzato nel cinema (si pensi a tutti quei film italiani – commedie, musicarelli, film di genere – prodotti nei primi anni ’60, nei quali era coinvolta la RCA Italiana, ma anche a Martin Scorsese o Quentin Tarantino, ad esempio), ma nella ricetta italiana sembra esistere una maggiore compenetrazione tra i due apparati musicali.

Un altro esempio di questo modus operandi viene riscontrato in un film abbastanza recente e di grande successo, “Drive” (2011) di Nicolas Winding Refn, in cui le cupe e rallentate cadenze musicali create da Cliff Martinez convivono con alcuni brani di repertorio, dall’elettronica di Kavinsky al pop sintetico dei Desire e di The Chromatics, fino al vero e proprio coup de teatre rappresentato dall’utilizzo del brano “Oh my love” (composto – nel 1971 per il mondo movie “Addio Zio Tom” di Jacopetti & Prosperi – dal Maestro Riz Ortolani ed interpretato dalla voce della moglie Katyna Ranieri), che – utilizzato nella scena della strage al bar – complice una slow motion molto efficace, ottiene un effetto fortemente emozionale e straniante.

Gli ultimi tre giorni del corso proseguono regolarmente, con una maggiore attenzione sulle prove pratiche assegnate dal Maestro ai corsisti: ascoltiamo insieme le loro composizioni, con le partiture aperte sul maxi schermo, per confrontarci sulle idee di base, sull’orchestrazione, sulla timbrica degli strumenti (altro elemento fondamentale, spiega il Piersanti, per costruire un suono originale e riconoscibile all’interno del mare magnum di produzioni per il cinema e la tv), sull’importanza della scrittura “tematica”: tra le clip assegnate lavori molto vari, dai corti di Georges Méliès (“Un homme de têtes” del 1898, “L’homme-orchestre” del 1900) a “Nosferatu il vampiro” (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau, fino a “Pancho, el perro millonario” (2014) di Tom Fernandez.

Mentre alcuni dei corsisti utilizzano il breve tempo concesso loro per elaborare i propri lavori, io ne approfitto per svolgere un’intervista col Maestro Piersanti (che a breve pubblicheremo integralmente, ndr): parliamo di Sergio Miceli, della MasterClass in corso e degli studenti intervenuti, dei suoi esordi come compositore per il cinema, della figura di chi svolge questo mestiere oggi, etc etc.

Gli ultimi due giorni trascorrono, così, all’insegna degli ascolti del materiale originale dei corsisti e di ulteriori esempi di musica applicata: da colossi del cinema come “Butch Cassidy & The Sundance kid” (1969) di G. R. Hill, con la fantastica colonna sonora di Burt Bacharach accompagnato dai Ron Hicklin Singers, fino al più recente “Il giovane favoloso” (2015) di Mario Martone, con musiche davvero particolari del musicista tedesco Sascha Ring (noto anche con lo pseudonimo Apparat, per i suoi lavori di impronta più strettamente elettronica, ndr), vincitore del Premio “Piero Piccioni” per la miglior colonna sonora alla 71° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (2014), con la seguente motivazione: “Per l’inventiva con la quale il musicista riesce a innestare nel corpo delle immagini di Mario Martone sonorità e mondi apparentemente lontane da esse e a creare il tessuto emotivo di una percezione del mondo e della bellezza assolutamente originale. Il conflitto del poeta Leopardi con il mondo trova nelle strutture sonore di Ring un sorprendente correlato oggettivo che ne porta alla luce tutta la problematica ricchezza. La sfida di Martone di spezzare la percezione musealizzata di Leopardi trova nella scelta di Sascha Ring l’elemento in grado di calare la visione del poeta in una prospettiva schiettamente contemporanea. In questo modo l’alleanza fra regista e musicista ricrea quel senso di spaesamento che l’opera di Leopardi ha provocato nei contemporanei del poeta e che Martone ha riprodotto come discontinuità dalle versioni ufficiali. Un risultato originale e audace che possiede il dono di spiazzare, sorprendere, commuovere” (G.A. Nazzaro).

Un cerchio che si chiude, in pratica.

Da segnalare infine due interventi molto apprezzati dai corsisti: il primo, quello di Adriano Aponte, pluripremiato giovane compositore e pianista napoletano, “figlio” del prestigioso Berklee College of Music di Boston dove ha studiato “Film Scoring” ed ha successivamente ottenuto il suo Master’s Degree in Scoring for Film, TV and Video Games presso il campus di Valencia in Spagna, dove ha anche lavorato in qualità di Assistente di Tecnologia Musicale ai laureandi; in collegamento via Skype, Aponte si presta con pazienza e simpatia alle tante domande rivoltegli dal Maestro e dai corsisti, portando una ventata di freschezza, ma anche ribadendo la durezza, la fatica e l’abnegazione che un musicista che si dedica alla musica applicata deve possedere.

Il secondo, quello di Gianfranco Cabiddu, regista, direttore artistico del festival “Creuza De Mà – Musica per film” ed amico personale di Piersanti (il quale ha musicato diversi film del nostro): l’intervento di Cabiddu sposta la prospettiva dalla parte del regista (per quanto sui generis, avendo questi studiato musica al conservatorio e svolto diverse professioni del cinema –  dal rumorista al montatore – prima di diventare regista) e stimola dunque una serie di intreressanti curiosità dei corsisti.

Ancora il tempo di fare una foto di gruppo per celebrare il compleanno del Maestro Morricone e di completare gli ascolti delle composizioni originali dei corsisti, per poi passare ai lavori di chiusura, con la consegna degli attestati di partecipazione ed una serie di scambi dialettici più personali tra Piersanti e i giovani compositori iscritti alla MasterClass; vengono poi assegnate le clip di immagini da sonorizzare per l’esame finale del corso: l’esecuzione dal vivo – l’11 dicembre, nell’ambito della seconda tranche del festival “Creuza De Mà” – delle 5 composizioni selezionate presso il Conservatorio di Cagliari, con un ensemble assemblato per l’occasione e la direzione d’orchestra dello stesso Piersanti (che ha pure creato una delle clip assegnate agli studenti).

Qualche scambio di opinione, gli ultimi – immancabili – consigli e i saluti finali con torta e brindisi, per quelli che sono stati 7 giorni fantastici, impegnativi e davvero formativi.

Non c’è dubbio che questo tipo di corsi rispecchino la personalità e la formazione del compositore chiamato a tenerli, e questo è risultato evidente anche col Maestro Piersanti: pochi (o scarsi) riferimenti all’utilizzo del rock, alla black music, all’elettronica o alla commistione di questi generi diversi nella musica applicata, tutti ambiti piuttosto estranei all’opera del compositore in questione, che lavora sostanzialmente su un impianto neo-classico e con la grande orchestra. Ma è lo stesso Piersanti a sottolinearlo, affermando che “questa che vi ho riportato è la mia esperienza, figlia del mio percorso di studi e degli incontri che ho fatto nella mia vita.. l’anno prossimo verrà un altro compositore e vi potrà dire anche l’esatto contrario di ciò che vi ho ripetuto io per giorni, ma è questo il bello della musica e di quella applicata in particolare: non ha un valore oggettivo.”

Gianmarco Diana

Un plauso e un ringraziamento al Maestro Franco Piersanti, a Gianfranco Cabiddu, a Mattea Lissia, Francesca Madrigali, Monica Mureddu e l’associazione Backstage, al Conservatorio di Cagliari.

Un saluto affettuoso a tutti i corsisti che hanno partecipato alla MasterClass.

INFO: Festival Creuza De Mà – Musica per film

www.musicapercinema.it

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A Cagliari nasce la “MasterClass Sergio Miceli”

Omaggio al grande studioso di Musica per Cinema

Negli ultimi quarant’anni Sergio Miceli (Firenze 1944-2016) ha animato gli studi della musica applicata alle immagini con una dedizione assoluta: è stato uno dei massimi indagatori e studiosi della musica per cinema intesa come linguaggio, materia di studio e patrimonio culturale dell’età contemporanea, divenendo un imprescindibile punto di riferimento per studiosi e appassionati questa arte “multidisciplinare”.
La sua perdita lascia un vuoto incolmabile, sia umanamente che culturalmente.

La “MasterClass Sergio Miceli” che prenderà l’avvio il 7 novembre a Cagliari è un’importante iniziativa di alta formazione – promossa dal Festival Creuza de Mà-Musica per Cinema (giunto alla sua X edizione) e organizzata dall’Associazione Backstage – dedicata allo studio della composizione musicale per il cinema e non poteva che essere intitolata musicologo fiorentino che per primo ha contribuito, attraverso la sua ultratrentennale attività di ricerca, a inserire la storia e l’analisi della musica per film nell’ambito delle discipline accademiche.

Cagliari, è declinata dal Festival Creuza de Mà – Musica per cinema, in armonia con la parte carlofortina, come città della conoscenza e dell’alta formazione. Il corso di alta formazione sulla composizione di musica per cinema si pone l’obiettivo di favorire la nascita di nuovi compositori per il cinema attraverso un passaggio di conoscenza tra i Maestri e giovani musicisti per affinare le tecniche della drammaturgia musicale applicata alla “settima arte, sempre così in via di evoluzione”.

La “MasterClass Sergio Miceli”– che ha il privilegio di avere come presidente onorario il maestro Ennio Morricone e che vedrà ogni anno in cattedra un diverso compositore di chiara fama – in questa prima edizione sarà tenuta da uno dei più originali e rappresentativi autori di musica per il cinema: il compositore Franco Piersanti.

I lavori saranno articolati in due momenti distinti: dal 7 al 12 novembre si svolgerà il corso vero e proprio. Le sei giornate formative, che avranno come sede il Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, sono incentrate su aspetti pratici e teorici: il rapporto tra regista e musicista, il lavoro con le immagini, la composizione, la registrazione, il mixaggio e il montaggio della musica sul film, l’estetica e la poetica del compositore di musica per il cinema, ma anche la composizione per la televisione, con lo studio su partiture di maestri e autori classici ed esercizi di scrittura musicale applicata a brevi sequenze filmiche.

Al termine del corso verranno consegnate ai partecipanti alcune sequenze filmiche sulle quali dovranno comporre un commento musicale. I brani verranno valutati da una giuria qualificata formata dallo stesso Franco Piersanti, dal regista Gianfranco Cabiddu e dal musicologo e autore di colonne sonore Riccardo Giagni.

Le migliori cinque composizioni selezionate saranno eseguite dal vivo l’11 dicembre all’Auditorium del Conservatorio, da una formazione da camera dell’istituto cagliaritano diretta per l’occasione proprio da Piersanti. In occasione del concerto finale interverranno per suggellare l’iniziativa Ennio Morricone, Franco Piersanti, il musicologo Antonio Trudu, il compositore e musicologo Riccardo Giagni, la musicologa Renata Scognamiglio, il compositore Daniele Furlati.

Per sancire ancor di più l’idea di impegno culturale è stato costituito un vero e proprio Comitato artistico a suo sostegno. Vi fanno parte: i registi Giuseppe Tornatore, Marco Tullio Giordana, Daniele Luchetti e Alberto Sironi, il montatore Roberto Perpignani, i compositori Carlo Crivelli, Franco Piersanti e Nicola Piovani, il produttore Carlo degli Esposti, la presidente della Fondazione Cinema per Roma Piera Detassis, i musicologi Renata Scognamiglio e Antonio Trudu, il giornalista e critico musicale, Alberto Dentice, il Centro sperimentale di cinematografia di Roma e il concorso internazionale di musica per immagini “Francesco Angelo Lavagnino”.
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Sergio Miceli (Firenze 1944 – 2016)
Intellettuale a tutto campo (in gioventù aveva studiato pittura e storia dell’arte), animato da grande passione civile, spirito fieramente laico, mente critica lungimirante e multidisciplinare, Sergio Miceli lascia un grande vuoto tra gli appassionati a vario titolo di musica per immagini: è anche grazie a lui e alla mole di opere e testimonianze che ci consegna se, oggi, essi possono non sentirsi più una setta stravagante, dedita ad un hobby costoso e bizzarro, ma una comunità sempre più numerosa e coesa dalla condivisione della musica “per” film come grande, insostituibile patrimonio culturale del nostro tempo.
Miceli ha rotto il tabù, ottuso e coriaceo, che la musicologia “ufficiale” riserva alla musica per film, perlustrandone oltre agli aspetti più strettamente linguistici anche quelli psicologici, storici, strutturali, in una visione multiculturale più ampia. Uomo da un non facile carattere, pignolo e scientifico: se provavate a dire “musica DA film” venivate fulminati dal suo sguardo azzurro), capace di grandi passioni e travolgenti simpatie ma anche di ostinate, rancorose esclusioni.

Quanto alle pubblicazioni, ci accontentiamo di citare “Musica e cinema nella cultura del Novecento” (Sansoni 2000), “Musica per film – Storia, estetica, analisi e tipologie” (Ricordi, 2009), e “Morricone, la musica, il cinema” (Ricordi Mucchi, 94): se nei primi due la vastità del campo di osservazione è circoscritta da un ferreo metodo scientifico e da una lucida visione storiografica, tale da consentire un dipanarsi coerente e fluido delle diverse teorie e applicazioni di musica e immagine, nel suo studio morriconiano colpiscono l’intuito e la chiarezza espositiva con cui Miceli individua già nelle primissime, apparentemente trascurabili fatiche del maestro (si pensi al suo lavoro di arrangiatore “leggero”) i germi del futuro, sommo compositore per il cinema, nel ripetersi di alcune organizzazioni armoniche e melodiche, nel ricorrere di alcune soluzioni strumentali, più in generale nell’abbandono sempre più radicale di procedure compositive tradizionali a favore di una spinta innovativa propulsiva, capace di tenere insieme, governati da un unico pensiero musicale ed “(est)etico” le canzoni di Morandi e Mina, l’improvvisazione di avanguardia di Nuova Consonanza e i western di Sergio Leone.

(Fonte Colonnesonore.net Roberto Pugliese)

La tre giorni a Carloforte

Proiezioni, concerti, incontri e seminari all’insegna della musica per cinema: ritorna Creuza de Mà, il festival ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu per l’organizzazione dell’associazione culturale Backstage, quest’anno alla sua decima edizione. Un traguardo importante per una manifestazione unica nel suo genere in Sardegna e tra le pochissime nel panorama dei festival cinematografici nazionali e internazionali a focalizzarsi sulla musica e il suono per le immagini in movimento, ospitando compositori, registi, tecnici del suono, sound designer, studiosi.

Il programma si articola in due tranche. La prima è da sabato 29 a lunedì 31 ottobre a Carloforte, il paese sull’isola di San Pietro – a mezz’ora di traghetto dal sud-ovest della Sardegna, dove il festival è nato nell’estate del 2007. Tra i momenti di spicco, un omaggio a Gianni Morandi e ai film “musicarelli”, e un tributo a Fabrizio De André con il film “Faber in Sardegna” e il piano solo di Danilo Rea.

La tre giorni a Carloforte , 29-30-31 ottobre
 

Sabato 29 ottobre – Carloforte

Cinema Mutua – Carloforte
Ore 17,30
Apertura festival – Proiezione del Teaser Crêuza de Mà
Ore 18,00
Omaggio a Gianni Morandi: Gianni Morandi e i Musicarelli
Proiezione del Film
In Ginocchio da te 1964/ 95’
per la regia di Ettore Maria Fizzarotti. Musiche di Ennio Morricone

con Gianfranco Cabiddu e Gianmarco Diana
Ore 21,00
Concerto Musiche per Cinema
Banda Musicale Città di Carloforte Angelo Aste
Domenica 30 ottobre – Carloforte

Cinema Mutua – Carloforte
Ore 21,00
Proiezione del Film
Non son degno di te 1965/155’
per la regia di Ettore Maria Fizzarotti. Musiche di Ennio Morricone
Lunedì 31 ottobre – Carloforte

Cinema Mutua – Carloforte
Ore 17,00
Proiezione del documentario
They will have to kill us first 2015/105’
per la regia di Johanna Schwarz. Musiche di Carmen Montanez Callan, Nick Zinner, Songhoy Blues, Vieux Farke Toure, Kankou Kouyate, Afel Boucom, Amkoullel
In collaborazione col Salina doc Festival dove il documentario, proiettato in anteprima nazionale, ha preso Il Premio Signum SDF 2015
Ore 19,00
Proiezione del Film
Faber in Sardegna 2012/50’
per la regia di Gianfranco Cabiddu. Musiche di Fabrizio De André
Ore 21,00
Concerto – Musica per Cinema
Danilo Rea in concerto: A Tribute to Fabrizio De André

Musica per il cinema: a Cagliari un corso del compositore Franco Piersanti

Scadono il 20 ottobre le iscrizioni al corso di Tecnica di scrittura di musica per il cinema che il compositore Franco Piersanti terrà dal 7 al 12 novembre a Cagliari, al Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”: una preziosa opportunità per giovani compositori e musicisti di conoscere e affinare le tecniche della drammaturgia musicale applicata alla “settima arte” con uno dei più originali e rappresentativi autori del settore.

 

L’iniziativa didattica rientra nel cartellone di Creuza de Mà, il festival di musica per il cinema ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu per l’organizzazione dell’associazione culturale Backstage, quest’anno al significativo traguardo della decima edizione con un programma in due tranche (che verrà presentato prossimamente alla stampa):  la prima a Carloforte, il paese sull’isola di San Pietro, da sabato 29 a lunedì 31 ottobre; la seconda a Cagliari, in dicembre, dal 7 all’11Organizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, il corso prevede sei ore di lezione al giorno (tre di mattina e altrettante nel pomeriggio) e affronterà aspetti pratici e teorici come il rapporto tra regista e musicista, il lavoro con le immagini, la composizione, la registrazione, il mixaggio e il montaggio della musica sul film, l’estetica e la  poetica del compositore di musica per il cinema, ma anche la composizione per la televisione, studiando su partiture di maestri e autori classici e scrivendo piccole scene da realizzare musicalmente.

 

Per iscriversi, gli interessati dovranno inviare, tramite mail all’indirizzo segreteria.musicapercinema@gmail.com, i loro dati anagrafici e un curriculum vitae aggiornato, insieme ai file audio e alle partiture di due proprie composizioniL’iscrizione per l’intero corso costa 300 euro, mentre è gratuita per gli studenti del Conservatorio di Cagliari; la quota di partecipazione per gli uditori è invece di 150 euro. Terminato il corso, i partecipanti dovranno comporre e consegnare, entro il 27 novembre, un commento musicale ad hoc su alcune sequenze filmiche provenienti dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. I brani verranno quindi valutati da un’apposita giuria formata dallo stesso Franco Piersanti, dal regista Gianfranco Cabiddu e dal musicologo e autore di colonne sonore Riccardo Giagni, con il compito di selezionare le migliori cinque composizioni che verranno infine eseguite dal vivo, in dicembre a Cagliari, in una delle serate del decimo Creuza de Mà.

 

Per informazioni, la segreteria organizzativa risponde al numero 3475796760 e all’indirizzo di posta elettronica segreteria.musicapercinema@gmail.com. Aggiornamenti e notizie si possono trovare nel sito www.musicapercinema.it e nella pagina facebook del festival Creuza de Mà www.facebook.com/creuzademafestival.

 

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Ufficio stampa:

RICCARDO SGUALDINI > tel. 070 34 95 415 – cell. 347 83 29 583 > E-mail: tagomago.1@gmail.com

MARIA CARROZZA > cell. 346 30 47 620 > E-mail: mari.carrozza@gmail.com

 

Biografia di Franco Piersanti

Romano di nascita (1950) e di formazione, Franco Piersanti rappresenta da circa quarant’anni una delle voci più originali nel panorama italiano ed europeo della musica applicata (cinema, teatro, televisione). Autore curioso e coerente, capace di sfoderare ironia tagliente e angolosità stravinskijane quanto di sciogliersi in un lirismo misurato, malinconico e disarmante, Piersanti si è distinto per un idioma personale ed evocativo, fatto di mezze tinte, preziosismi costruttivi e suggestioni timbriche, che da una parte lasciano trasparire l’eredità (decantata) del Novecento storico, dall’altra attingono al vasto patrimonio delle musiche del Mediterraneo. Il tutto senza perderne in immediatezza comunicativa. Ciò ha consentito alla sua musica per lo schermo di esplorare le complessità e le contraddizioni dell’animo umano con precisione quasi chirurgica – e allo stesso tempo con una forma di “pudore espressivo” – ma anche di cogliere l’anima dei luoghi d’ambientazione delle pellicole in cui era coinvolto senza mai indulgere al cartolinesco.

Nella ricerca di uno stile di scrittura più “suggestivo” che “assertivo”, Piersanti ha sempre tentato di mantenersi a debita distanza dalla retorica tradizionale del commento musicale: in tal senso la genesi della sua poetica è andata intrecciandosi con quella di due cineasti (Nanni Moretti e Gianni Amelio) che a diverso titolo hanno fatto dell’essenzialità, dell’asciuttezza espressiva la loro cifra stilistica.

Assistente di Nino Rota fra il 1975 e il 1977, Piersanti approda alla composizione per film con Io sono un autarchico, primo lungometraggio di Moretti (1976) che inaugura fra i due una fortunata collaborazione, proseguita con Ecce Bombo (1978), Sogni d’oro (1981), Bianca (1984) e, diversi anni dopo, Il caimano (2006), Habemus Papam (2011). A questo primo sodalizio, si aggiunge presto quello con Amelio Colpire al cuore, 1982; I velieri, 1982; Porte Aperte, 1990; Il ladro di bambini, 1992; Lamerica, 1994; Così ridevano, 1998; Le chiavi di casa, 2004; La stella che non c’è, 2006; Il primo uomo, 2011; L’intrepido, 2013).

«Ho sempre associato» scrive Piersanti «questi due registi, così diversi tra loro, all’unione di riflessione e ispirazione, rigore e fantasia nel senso autentico della parola». Non meno stimolanti, nella carriera del compositore, le esperienze con Ermanno Olmi (Il segreto del bosco vecchio, 1993), Bernardo Bertolucci (Io e te, 2012), Daniele Luchetti (Mio fratello è figlio unico, 2007; La nostra vita, 2010; Anni felici, 2013) Carlo Lizzani (Mamma Ebe, 1986; Emma, 1988), Cristina Comencini (Il più bel giorno della mia vita, 2002; La bestia del cuore, 2005), Mimmo Calopresti (La seconda volta, 1995; La parola amore esiste, 1998; Preferisco il rumore del mare, 2000, La felicità non costa niente, 2003), Marco Tullio Giordana (Sanguepazzo, 2008; Romanzo di una strage, 2012), Roberto Faenza (Marianna Ucria, 1998), Carlo Mazzacurati (L’amore ritrovato, 2004), Margarethe Von Trotta (Paura e amore, 1988), Emanuele Crialese (Terraferma, 2011), Marco Risi (Il branco, 1994; Fortapàsc, 2009), Paolo Virzì (Tutta la vita davanti, 2008). Fra le collaborazioni televisive vale la pena ricordare quella con Alberto Sironi (Il grande Fausto, 1995; Il commissario Montalbano, 1999-2016; Eroi per caso, 2011) e Maurizio Zaccaro (Cuore, 2003; I ragazzi della via Pàl, 2003). In relazione alla fortunata serie tratta dai romanzi di Andrea Camilleri – giunta ormai alla sua decima stagione ed esportata in diciannove paesi – non si può non sottolineare il contributo decisivo della musica di Piersanti nella ri-evocazione sullo schermo della Sicilia di Montalbano quale “archetipo letterario”, credibile proprio perché scevro da cliché popolareschi o di genere.

Nell’ambito del cinema di animazione, si segnalano invece le suggestive musiche scritte per Corte Sconta detta Arcana (Pascal Morelli, 2001, tratto dall’omonimo episodio di Corto Maltese disegnato da Hugo Pratt). Le musiche per film di Franco Piersanti hanno ottenuto diversi riconoscimenti nazionali e internazionali, fra cui il premio UCMF – Union Des Compositeurs De Musiques De Films Miglior Colonna Sonora al Festival di Cannes 2007, tre David di Donatello, due Grolle d’oro, due Nastri d’argento, sette Ciak d’oro, un Globo d’oro, tre premi “Ennio Morricone” al Festival internazionale del film di Taormina, e  molti altri ancora più svariate candidature.

Fin dagli Anni ’70, Piersanti ha affiancato alla composizione per il cinema quella per il teatro: fra gli esiti più prestigiosi di questa attività, vale la pena di menzionare il balletto Sueño, ispirato all’opera di Francisco Goya per la Martha Graham Dance Company di New York (2005); Kaos, da Luigi Pirandello per Martha Clarke, New York (2006), nonché le musiche di scena per una cinquantina di allestimenti teatrali tra i quali: La donna serpente di Carlo Gozzi,1979 Re Niccolò di Frank Wedekind 1982, Turcaret  di Alain-René Lesage 1981, Acarnesi di Aristofane 1994, tutti con la regia di Egisto Marcucci, Carlo Cecchi Il coraggio di un pompiere napoletano di Eduardo Scarpetta 1986, La Tempesta 1984, Amleto 1989, Leonce e Lena di Georg Büchner 1994, Sogno di una notte di mezza estate 1997, Il mondo salvato dai ragazzini Elsa Morante 1998.

Il catalogo di musica da concerto di Franco Piersanti comprende svariate composizioni orchestrali e da camera: tra queste Ruah, cantata sugli effetti del vento sul mare e la terra, per soli e orchestra 1988 Notte con ospiti, moritat in versi e musica da Peter Weiss 1978;  Rorate Coeli cantata sacra per soli coro e orchestra, Last Blues to be read some day, ciclo di liriche per soprano e pforte su testi di Cesare Pavese, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Aldo Palazzeschi, Alfonso Gatto 1973, La Malinconia e la sua cura, per violino e orchestra d’archi Commissionato da RadioFrance 2008, Requiem marino per violino e orchestra 2010, composizione dedicata «a chi ancora oggi, cercando di fuggire dalla sofferenza e sperando in una vita migliore, la perde invece finendo sul fondo del mare».

Pur non dedicandosi con assiduità all’attività didattica, Piersanti ha tenuto corsi di composizione per il cinema in co-docenza con il musicologo Sergio Miceli a Canosa di Puglia (Multimediarte), Ascoli Piceno (Conservatorio “G. Spontini”), Fiesole (CRSDM), Milano (Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”).

Nel 2012 ha fondato l’Orchestra giovanile “Georges Méliès”. Pensata per richiamare l’attenzione sul futuro dei giovani musicisti,l’orchestra purtroppo ebbe breve vita per sopraggiunti problemi organizzativi ed economici.
Renata Scognamiglio