Festival

Il Festival Creuza de Mà- Musica per Cinema in questo 2016 festeggia il suo decennale, un traguardo importante per una manifestazione unica nel suo genere in Sardegna e tra le pochissime nel panorama dei Festival cinematografici nazionali e internazionali, si focalizza su un particolare aspetto del cinema: il rapporto con la musica e il suono.

Al centro è sempre la musica e il suono per le immagini in movimento, in tutte le sue sfaccettature e in tutti i suoi percorsi. Il Festival affronta con competenza e rigore i problemi e gli aspetti peculiari della musica in ambito cinematografico. Ne indaga il mistero, ne svela il segreto, il dialogo e lo scambio nell’interazione tra suoni e immagini. E lo fa, come sua tradizione, ospitando grandi compositori, registi, attori, tecnici del suono, montatori e studiosi che raccontano, ognuno in maniera stimolante e diversa, il loro rapporto con la musica applicata al cinema, per scoprire poi il legame inscindibile sul piano drammaturgico ed espressivo della musica per immagini. 

Il Festival Creuza de Mà- Musica per Cinema agisce come un laboratorio aperto, animato da un gruppo di lavoro rodato, che incrocia e fonde le diverse declinazioni dell’attività musicale con quella critico-teorica. Se è vero che la musica da film va considerata in base al suo «specifico» (ovvero alla sua complementarietà con l’immagine cinematografica), il Festival gli accorda una “centralità” nel rispetto dei canoni estetici che sono comunque i canoni dell’arte musicale. Creuza de Mà è quindi un punto di riferimento riconoscibile per quel variegato universo di musicisti, tecnici del suono, autori e registi che hanno a cuore e mettono cura a questo particolare e importantissimo aspetto del cinema. 

Assi portanti del festival, sono esibizioni in concerto di musiche da film dove la componente fondamentale “vivo/live” da momento spettacolare diventa momento di riflessione e la conversazione con Registi e Musicisti, a sua volta, può diventare spettacolo.

Sono le Master Class, incontri tra il regista e il musicista (autore della colonna sonora), che esplorano le strategie utilizzate per le diverse colonne sonore, come sono stati affrontati e risolti problemi di carattere drammaturgico e musicale in un territorio abbastanza sconfinato dove l’intesa e la comunicazione avvengono attraverso codici sempre reinventati, dove scattano meccanismi misteriosi, dovuti all’ambiguità e all’astrattezza (nel senso di asemanticità) della musica che nell’economia di un film, insieme al suono, è chiamata ad esprimere quello che non esprimono né le parole né le immagini né i colori, né i vestiti né le scenografie.

Il rapporto tra regista e musicista – nella lavorazione del film – ha sempre generato interesse e curiosità tra studiosi di cinema e no. Gli incontri alla scoperta di questi rapporti artistici “particolari”, di stili e metodi compositivi, sono condotti con competenza e passione da Luca Bandirali (critico cinematografico e docente di Storia e Tecnica della Sceneggiatura presso l’Università del Salento, conduttore della trasmissione cult Rai Radio3: Hollywood Party), Riccardo Giagni (musicista e compositore, docente di Storia della musica per il cinema presso la Facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento) ed Enzo Gentile, critico musicale delle piú grandi testate italiane

Creuza de Mà – Musica per Cinema, a integrazione e corollario di un Festival sulla Musica applicata e il suono, presenta anche una sezione di film muti del passato sonorizzati dal vivo, le proiezioni di film e documentari ricercati e inusuali, sempre introdotte dagli autori e da esperti, le mostre fotografiche e gli incontri formativi su musica e suono. La partitura musicale che non è nella realtà del film, missata ai suoni della realtà in presa diretta e ai suoni inventati ad hoc costituiscono infatti la parte sonora di un film: che è il territorio che esplora il Festival.

Il Festival Creuza de Mà- Musica per Cinema si sviluppa così su due fronti: una serie di appuntamenti autunnali nella città di Cagliari in stretto collegamento con la parte ambientata a Carloforte, nell’isola di S. Pietro.

La prima parte del Festival ambientata a Carloforte continuerà ad essere la parte votata allo spettacolo, che privilegia un rapporto stretto con l’ambiente naturale, con le suggestive locations dell’isola di S. Pietro: il cinema che esce dai luoghi convenzionali per abitare spazi nuovi e insoliti; per la seconda parte ci si trasferisce a Cagliari, dove il Festival è più focalizzato sull’approfondimento, sulla formazione di alto livello sia tecnico che musicale, che sulle tematiche di interesse sociale.  

Fin dalla prima edizione nel 2007 a Carloforte questo festival si è ritagliato uno spazio inconsueto, come dicono gli addetti ai lavori, nel panorama nazionale perchè per la prima volta si è approfondito un territorio misterioso come quello della musica per cinema, sia curandone la parte “spettacolo” dal vivo che la parte di approfondimento e incontro tra regista e musicista.

Tutto questo grazie anche ai grandi nomi che il Festival ha ospitato sia a Carloforte che a Cagliari. Compositori del calibro di Wim Martens, Theo Teardo, Alexandre Balanescu, Paolo Fresu, Banda Osiris, Mauro Pagani, Rita Marcotulli con Javier Girotto e Luciano Biondini, Caterina Murino, Cristian Marcia, String Quartet, Peppe Servillo, Nicola Piovani, Antonello Salis, Gavino Murgia, Mauro Palmas, Franco D’Andrea, Michael Nyman, Daniele di Bonventura, Giuliano Taviani, Massimo Zamboni, Franco Piersanti, e tanti altri hanno fatto scoprire al pubblico un lato poco esplorato della musica: quella pensata e composta per il cinema.

 

La musica per film è lo specchio della nostra epoca, perché il cinema è un’arte giovane che racchiude in sè tutte le arti (danza, architettura, poesia, recitazione) così la musica per il cinema, anche quella brutta, anche quella scritta male sarà lo specchio della nostra cultura e del nostro tempo.  (Miceli)

 

“Nutro verso di loro un’ammirazione incondizionata. Li incontri e cominci a parlare di una cosa che non esiste. Dopo un mese c’è un’orchestra e ascolti la musica che prima non c’era, il film è completo, ti commuovi, ti appassioni, sei felice”. (Louis Malle, sui compositori che scrivono per il cinema)